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CLASS ACTION: ANCORA UN RINVIO PDF Stampa E-mail
Roma, 2 luglio ’09 (Fuoritutto) E’ stato ancora una volta posticipato l’avvio della class action, cioè l’azione collettiva che potrebbe essere fatta dai consumatori danneggiati dal comportamento di un’azienda lì dove l’azione singola potrebbe essere irrilevante dal punto di vista economico oltre che giuridico. l rinvio deciso dal Governo di ulteriori sei mesi (l’entrata in vigore sarà il primo gennaio 2010) è sicuramente un colpo per i consumatori che si vedono spogliati di un mezzo che va a favore dei loro interessi e che ha già visto svuotata l’efficacia con un emendamento votato al Senato che ne ha cancellato la retroattività. La class action però non può definirsi una minaccia per le aziende ma una specie di strumento di controllo alla corretta applicazione delle regole e della responsabilità dell’impresa. Nella gran parte d’Europa è già presente ed efficace ed anzi nell’Unione Europea si sta già discutendo per dettare regole comuni a tutti gli stati membri.
Da parte sua il Governo, per bocca del Ministro Brunetta, vorrebbe estenderla alla Pubblica Amministrazione e si spera che questo ulteriore ritardo possa permettere di realizzare questa volontà.
Proprio sulla class action si è tenuto qualche giorno fa un convegno organizzato da un’associazione consumatori che ha analizzato questo strumento attraverso i commenti della stampa e attraverso il modo in cui i media hanno affrontato il tema. Da questa ricerca si evince come la class action nostrana viene vista come una versione “pasticciata” di quella americana e porta ad essere dubbiosi sulla sua effettiva efficacia. Non si è mai dibattuto sugli strumenti a tutela dei consumatori in senso più ampio ma si è sempre cercato di riferirsi a casi concreti (vedi il caso Parmalat) ed è stata vista prevalentemente come uno spauracchio per le aziende, cosa che, come abbiamo spiegato prima, non lo è affatto.
Insomma, abbiamo ancora molto da imparare sul modo di usare al meglio questo strumento che sarà sicuramente utile ad un miglior rapporto tra consumatori ed aziende e che potrà solo far bene al sistema economico, bisognoso oltremodo della fiducia dei consumatori.       
(Afv)
 

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