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IL NUOVO CSM PDF Stampa E-mail

Roma, 29 luglio ’10 (Fuoritutto) Dopo l’elezione dei sedici togati tocca al Parlamento in seduta comune scegliere gli otto componenti laici del nuovo C.S.M. Saranno cinque di area moderata (ossia di Pdl e Lega) e tre di minoranza (PD, IdV e UdC).
I veti incrociati sul nome del futuro vice presidente frenano tuttavia i parlamentari. Un ex presidente della Corte Costituzionale difficilmente accetterebbe di andare al C.S.M. come semplice componente e malgrado la prevalenza numerica dei cosiddetti moderati, sarà difficile che un componente eletto da PdL e Lega possa avere il gradimento dei componenti togati.
Qualsiasi opinione favorevolmente espressa sulla separazione delle carriere dei magistrati (requirenti e giudicanti) o su qualsiasi altra modifica sgradita alle toghe costituirebbe un vero e proprio handicap per l’elezione alla carica di vice presidente.
Invero le ultime elezioni hanno segnato uno spostamento a destra dell’elettorato togato, essendosi le toghe rosse ridotte di un’unità ma tale elemento non sembra idoneo a determinare alcuna significativa variazione.
Il seggio perso da Magistratura democratica è stato, infatti, preventivamente compensato dal nuovo membro di diritto, Ernesto Lupo, recentemente nominato primo presidente della Corte di Cassazione, notoriamente legato al Movimento per la giustizia (i cosiddetti cocomeri, verdi fuori e rossi dentro, su posizioni analoghe a quelle di magistratura democratica).
La composizione dell’organo di autogoverno non sembra quindi particolarmente modificata.
I cinque laici di centro destra in luogo dei tre precedenti possono tuttavia fare la differenza su temi particolarmente scottanti di cui il C.S.M. dovrà occuparsi: a cominciare dal caso della nomina del Presidente della Corte di appello di Milano.
È comunque probabile che anche il nuovo Consiglio, come tutti i precedenti, non sarà immune da pressioni e segnalazioni. È altresì probabile che talune decisioni vengano, com’è sempre accaduto, prese altrove. È infine auspicabile che, dopo il biasimo espresso dalle più alte cariche dello Stato per taluni comportamenti, tutto riprenda come prima fino alla scoperta di una nuova consorteria idonea ad occupare una nuova estate di magistrati e giornalisti.
(Sal)

 

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