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LA SCOMPARSA DI LUIGI DE MARCHI NEL RICORDO DI VINCENZO VALENZI |
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Roma, 29 luglio ’10 (Fuoritutto) La scomparsa di Luigi De Marchi, amico e Maestro da sempre è un colpo al cuore (l’illustre psicologo fondatore dell’AIED è morto a Roma sabato scorso 24 luglio a 83 anni n.d.r.). Luigi è stato uno dei grandi protagonisti del pensiero italiano del secondo Novecento.
Un solista che da subito ha cominciato ha suonare fuori dal coro dove troppo spesso ci allineiamo più o meno pagnottisticamente e disastrosamente. Luigi, magari in uno slancio narcisìsitico, era sempre generoso nelle imprese di pensiero e sociali e si può dire senza timore che l'Italia contemporanea deve a lui molti dei cambiamenti che la hanno resa un Paese moderno nei costumi. De Marchi non abbracciava cause facili, dall'AIED, a W. Reich di cui pubblicò nei primi anni Sessanta un'imponente biografia che fece verità contro le malizie e le mascalzonate che il grande scienziato austriaco dovette subire per via delle sue ricerche. Ricerche che continuano e hanno trovato nel volume, curato da me e De Marchi, uno stato dell'arte tra passato e futuro a cinquantanni dalla sua scomparsa, edito da Macroedizioni “Whilelm Reich Una straordinaria avventura Umana e scientifica”, che presentammo tra il chiasso di alcuni sordidi gruppi accademici alla Sapienza. Della sua grande passione per Reich e le sue teorie che lui considerava criticamente, rimase sempre l'attenzione per gli sviluppi scientifici biofisici delle teorie bioenergetiche orgoniche. La ricerca teorica e sperimentale continuerà caro Gigi e il tuo esempio, il tuo slancio appassionato, indipendente e critico guiderà giovani e meno giovani sulla via della scienza al servizio dell'emancipazione umana. Anche se eri un laico e magari un ateo, se in Cielo c'è un posto per i buoni e i migliori sicuramente ci sarà un posto per te al grande tavolo dove siedono i grandi di ogni tempo che hanno amato la vita e hanno alla vita e all'amore dedicato le loro migliori energie senza risparmiarsi.Grazie Gigi. (Vincenzo Valenzi)
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Commenti
Buon viaggio, cara scimmietta,
Renato Vignati
Grazie Gigi, per i tuoi insegnamenti, ma soprattutto per il tuo magnifico modo d'interpretare l'umanità dandone continuamente un esempio. (Alvaro R. Garcia)
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