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Roma, 29 luglio ’10 (Fuoritutto) Caccia all’infedele. Adesso la guerra di religione si sposta, molto più prosaicamente, sui campi di calcio. L’obiettivo sono i club e le squadre nazionali che riportano sulle magliette icone cristiane o, in antitesi, simboli satanici. Allora vengono subito in mente i diavoli rossoneri del Milan e i red devils del Manchester United, ma non scappano alla lista di proscrizione, diffusa da due ulema malaysiani, il Brasile, il Portogallo, la Serbia, la Norvegia, rappresentative che recano una croce sullo stemma.
Ma volendo rispettare rigidamente questi parametri, l’elenco sarebbe infinito.La notizia è stata riportata dall’agenzia Fides, organo di informazione delle Pontificie opere missionarie, con un servizio dalla capitale asiatica. Secondo i dotti religiosi, i calciatori musulmani e tutti i fedeli musulmani non dovrebbero indossare le magliette di calcio di squadre con simboli satanici né di altre religioni: dichiarazioni pubbliche che hanno suscitato un ampio dibattito e le proteste dei giovani malaysiani. “Un musulmano non dovrebbe dare culto a simboli di altre religioni o al diavolo – osserva Nooh Gadot, ulema del Consiglio religioso di Johor, a Sud di Kuala Lumpur”. Secondo il leader, le magliette del Manchester United, sono “peccaminose” e “pericolose” perché “glorificano il diavolo”: d’altronde gli stessi giocatori sono chiamati “red devils”, cioè “diavoli rossi”. Il leader ha detto che un vero musulmano non dovrebbe né comprarle ne accettarle in regalo. Peccato che il Manchester United abbia un gran seguito nel paese, tanto che nel 2006 ha siglato un accordo promozionale con l’ente turistico della Malaysia. Un altro leader musulmano, Harussani Zakaria, muftì dello stato di Perak, concorda: “I diavoli vanno combattuti e non celebrati e indossando una maglia che li rappresenta si promuove satana”. Molti giovani malaysiani hanno reagito sui social network, chiedendosi divertiti se gli ulema non facciano forse tifosi del Liverpool. La Malaysia è un paese dove l’Islam ha un volto moderato ma, secondo gli studiosi, negli ultimi anni ha conosciuto un processo di progressiva islamizzazione. Nel paese è in corso il tentativo di proteggere i musulmani dalle contaminazioni di altre religioni e culture, e preservare la purezza dell’islam, anche perché le giovani generazioni tendono a non seguire tali indicazioni e a distanziarsi dalle prescrizioni religiose”. Quanto ai fatti di casa nostra, i tifosi del Milan stiano attenti, ma anche quelli di Bologna, Genoa, Sampdoria, Parma, Padova… i nuovi crociati dei campi di pallone (Pic)
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