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DIGITALE: DOPO IL SI A SKY DELL’UE SI APRONO NUOVI SCENARI PDF Stampa E-mail

Roma, 22 luglio ’10 (Fuoritutto) La decisione era nell’aria, anche se da parte di alcuni (Mediaset) si sperava il contrario. La Commissione Europea ha dato il via libera all’ingresso anticipato di SKY sul digitale terrestre che precedentemente era stato fissato per il 2012, autorizzando la partecipazione alla gara di assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri in Italia. Cosa ha spinto l’Europa a prendere questa decisione? Sicuramente il cambiamento di scenario dal punto di vista televisivo. Sul digitale hanno ormai uno spazio consolidato i tre maggiori gruppi quali RAI, Mediaset e Telecom/Dahlia con le loro offerte gratuite e a pagamento, mentre sul satellite è stata creata una nuova piattaforma (TIVU Sat), realizzata da RAI, RTI di Mediaset e Telecom Italia, che si contrappone alle tv di Murdoch. In questa situazione, tenendo conto che quella digitale sta diventando rapidamente la piattaforma principale per il consumo di televisione in Italia, è naturale che rompendo la situazione di sostanziale duopolio dell’attuale offerta televisiva, dominata da Rai e Mediaset, ed aprendo alla realizzazione di una maggiore concorrenza, ci sia una maggiore offerta e soprattutto, qualità, nelle programmazioni.
“Decisione grave che non tiene conto degli effetti dirompenti sul mercato italiano, anche in termini di pluralismo" – sono le parole pronunciate da Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, che non convincono. Sono frutto di una ponderata analisi, o un tentativo di difendere quella che, attualmente, è la posizione dominante di Mediaset sul digitale? Il sospetto c’è, anche se a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
L’annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Europea non potrà però, a nostro avviso, modificare la decisione presa, anche per quel principio di concorrenza e pluralità su cui si basa l’Unione Europea.
Quali saranno gli scenari futuri? Innanzitutto su SKY “pende” l’obbligo di trasmettere in chiaro per i prossimi cinque anni, e questo non potrà far altro che alzare il livello della programmazione per gli utenti grazie alla qualità offerta dai servizi delle reti di Murdoch. Poi la possibilità per l’Agcom di un controllo più adeguato e l’impegno a deliberare in merito ai decoder che dovranno garantire a tutti i consumatori il libero accesso a tutte le piattaforme televisive.
Idee base per la televisione del futuro.
(Afv)

 

Commenti  

 
0 #1 tony 2010-07-22 05:40
sono un pò ingnorante in materia ma vorrei capire cosa sta succedento grazie.
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