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Napoli, 22 luglio ‘10 (Fuoritutto) La sinistra italiana parte per le vacanze mettendo tra le valigie anche i dubbi e gli interrogativi su Vendola prossimo candidato premier; si prepara alla lunga estate di dibattiti da ombrellone, durante i quali, c’è da scommetterci, non spunterà un solo tema nuovo dalla sabbia.
Nessuna novità, nemmeno uno scossone, se non dall’ala socialista: “Se non ridiamo un senso alla sinistra, questo Paese diventerà sempre meno libero e meno giusto” dice Marco Di Lello, coordinatore della segreteria Psi in un’intervista alla nostra agenzia. Ed aggiunge “Non basterà un’estate per farlo…” A che punto è il suo sogno di unire le forze socialiste del Paese? “Sono convinto che il socialismo non sia da museo, ma dobbiamo a renderlo attuale. Non esiste il socialismo in “purezza”. C’è quello italiano, c’è quello francese, quello anglosassone, quello del nord Europa, c’è quello europeo e quello internazionale, frutto della contaminazione delle diverse elaborazioni. C’è quello del Novecento. Non è questione di rimettere insieme vecchi esponenti socialisti: la sfida è quella di elaborare il socialismo del secolo nuovo e per questo serviranno nuove energie, con punti di vista storie ed esperienze anche diversi dalle nostre. Dovremo ripensarlo il socialismo, contaminarlo, dotarlo un nuovo vocabolario, farne il muro culturale su cui poggiare i nuovi e diversi bisogni perché nuova e diversa è la società in cui viviamo. Solo così la nostra storia potrà continuare, solo così avremo davvero reso omaggio alla nostra storia”. Come vede il progetto di un terzo polo di Casini e Rutelli? ” Non so se ci sarà spazio per un terzo polo finche ci sarà il bipolarismo: credo e lavoro perchè Casini e Rutelli si alleino con noi per costruire un nuovo e diverso centrosinistra”. La lega continuerà a dettare le regole per tutta la nazione? “ Finche Berlusconi governerà la Lega ne avrà la golden share, condizionando il paese con scelte che ne alimenteranno le divisioni all'insegna dell'egoismo”. In due recenti interventi lei ha detto che il divario nord-sud è aumentato e che la riforma di Tremonti comporterà lacrime e sangue per il Mezzogiorno… ” Ammesso che ce ne fosse bisogno, l’Istat ha recentemente confermato gli elevati livelli di incidenza della povertà raggiunti nel Mezzogiorno, mostrando un aumento del valore dell’intensità della povertà assoluta: le condizioni medie delle famiglie povere sono dunque ulteriormente peggiorate, così come l’incidenza di povertà assoluta aumenta per le famiglie con persona di riferimento operaia (dal 5,9% al 6,9). E’ la fotografia di un paese sempre più spaccato in due da una crisi che a pagare sono sempre gli stessi. La crisi renderà il nostro paese ancora peggiore più diseguale, più ingiusto. Berlusconi in questi mesi voleva convincerci che la crisi non ci fosse. La triste realtà è che c’è e che a pagarla sono sempre gli stessi: i meno garantiti e i più deboli. La pagano i pendolari, costretti a fare i conti con i tagli al trasporto pubblico locale e gli aumenti delle tariffe autostradali; la pagano i lavoratori, costretti come a Pomigliano a scegliere tra diritti e lavoro; la pagano gli invalidi con l’innalzamento all’85% per l’ottenimento dell’assegno; la pagano i cittadini del Mezzogiorno, costretti a fare i conti con aumenti dell’Irap ed Irpef, una strage di quello che sarà il federalismo leghista, né responsabile né solidale, semplicemente egoista; non la pagano le banche, forti di solide amicizie, a destra come a sinistra… Non la paga la Chiesa, che ancora ha i suoi immobili esenti dall’Ici, ed ha lo sconto del 50% dell’Ires”. Questione morale: destra e sinistra rimettono il tema sul tavolo ogni estate poi, però spuntano le cricche, i giri di escort, dossier avvelenati. E c’è anche qualcuno, come Schifani, che ritiene “esagerato parlare di questione morale”… “ Mi spiace leggere che personalità che svolgono importanti ruoli istituzionali anziché sottolineare l'allarme facciano come gli struzzi, mettendo la testa sotto la sabbia per non vedere quello che tutto il paese, purtroppo, vede e legge tutti i giorni…”. Come Assessore regionale in Campania portò avanti sei leggi in materia urbanistica, la nota “Vesuvia” per liberare la zona a rischio vulcanico; tante iniziative in materia di turismo tra cui Artecard. Poi si sono susseguiti diversi assessori… Con quali risultati? “ Le riforme urbanistiche sono strutturali e quindi tali da resistere ai cambi di maggioranza politica; il Piano Vesuvia, le politiche di valorizzazione dei Beni culturali, la programmazione turistica avevano ed hanno invece bisogno di una continuità che non c'è stata: spiace vedere buttare via il bambino con la (presunta) acqua sporca, anche perché di idee alternative finora non se ne è vista l'ombra…”. Giorni fa il Pd a Napoli ha organizzato nuovamente un confronto sulla necessità di svecchiare le classi dirigenti. C’è reale voglia di nuovo o è solo “strategico” parlarne… di tanto in tanto? “ Il Pd campano è lacerato dalla necessità di ripresentarsi rinnovato rispetto ad una lunga stagione di errori, ma è ancora una volta il morto ad acchiappare il vivo. Quando consegneranno al passato, fatto di luci ed ombre, l'era Bassolino saranno finalmente liberi di cimentarsi nella elaborazione di una nuova idea di Napoli e della Campania, che è quello che serve al centrosinistra e sopratutto ai cittadini di quella regione”. Napoli tra meno di un anno comincerà il dopo-Iervolino. Tra i nomi che circolano: Carfagna e Taglialatela per il centrodestra. Oddati e Ranieri (Umberto) per il Pd. E' verosimile affermare che i socialisti di Di Lello e Corace non staranno a guardare? “ Abbiamo assecondato, sbagliando, scelte del Pd sulle candidature alla Provincia di Napoli prima ed alla Regione dopo: è un errore che non commetteremo di nuovo: o si organizzano primarie vere entro l'autunno o ciascuno si sentirà libero di fare le proprie scelte”. Che estate sarà questa per Marco Di Lello? ” Due settimane dedicate a mio figlio, che a tre anni è troppo trascurato dal padre, e poi tanta lettura ed elaborazione: o ridiamo un senso alla sinistra o questo paese diventerà sempre meno libero e meno giusto. La sinistra ha perso, infatti, quando ha smesso di alimentare ‘il sogno’, il sogno che se nasci figlio di operaio non per forza dovrai fare l’operaio o il bracciante agricolo se sei figlio di bracciante agricolo; il sogno che una donna non debba scegliere tra esser madre e lavoratrice, o che possa far carriera, anche se non è carina e disponibile; il sogno che se nasci diversamente abile puoi essere ugualmente utile; il sogno che se sei omosessuale non corri il rischio di essere menato perché cammini per strada mano nella mano; il sogno che se convivi per vent’anni con la persona che ami non hai bisogno di un ‘contratto’ per avere i diritti; il sogno che se paghi le tasse non sei considerato ‘un pirla’. Ridare speranza a un nostro popolo. Questa è la missione che ci siamo dati al congresso nazionale di Perugia della scorsa settimana: è tanto ambiziosa che certo non basterò io o un’estate per riuscirci, ma se ognuno farà la propria parte quel sogno potrà diventare realtà..." (Intervista di Marzio Di Mezza)
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