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LEGGIAMO: INTERVISTA A MAURIZIO DE ANGELIS PDF Stampa E-mail

Napoli, 8 luglio ’10 (Fuoritutto) Tra i libri da mettere in valigia per le vacanze estive dovrebbe esserci almeno un testo divertente, umoristico.  Come “Achei, il prezzo è giusto” di Maurizio De Angelis, scrittore che si è aggiudicato per ben due volte il prestigioso premio Troisi. Lo abbiamo intervistato. Come preferisce definirsi: scrittore, scrittore comico, umorista, o in che altro modo?
“Scrittore umorista. Adoro che qualcuno rida quando legge i miei scritti, o quando li vede recitare in teatro. E' un piacere quasi fisico. Trovo che ci siano poche cose che riescano gratificarmi maggiormente”.
C'è stato un maestro o un punto di riferimento nella sua carriera?
“Senz'altro Pino Imperatore. Mi avvicinai a questo mondo cinque anni fa, iscrivendomi alla scuola di scrittura comica "Achille Campanile", diretta appunto da Pino Imperatore, scrittore comico a sua volta, e da Edgardo Bellini, fine ludolinguista come pochi, in Italia. Non sono un gran lettore, ma i libri di Pino ce li ho tutti. Amo l’humour ebraico, ed ammiro sia Woody Allen che Groucho Marx. Groucho fu davvero speciale, una persona fuori dal suo tempo, un vero Leonardo da Vinci della risata. Ha fatto ridere per un cinquantennio in teatro, al cinema, in radio e televisione, oltre che con i suoi libri. Erano comiche persino le lettere, pubblicate recentemente, che scriveva ai suoi amici”.
Con "Achei il prezzo è giusto", il suo ultimo libro, ha riletto un classico come l'Odissea in chiave comica partenopea. Pensa che possa essere anche un modo per avvicinare alla lettura dei classici?
“Ma è un modo per allontanare dai classici! Però l'ho fatto leggere in alcune scuole medie, e forse stimola curiosità nei riguardi del mondo greco-romano, da parte dei dodici-tredicenni. Che di greco-romano in genere, apprezzano solo la lotta”.
Sul suo profilo su Facebook ha scritto, tra le altre cose che in amore vince chi fugge, come nel ciclismo. E in letteratura?
“Pur avendo vinto due Premi Troisi, posso dire che in letteratura ci sono solo da un anno, con ‘Il Padrino parte prima così non trova traffico’ ed ‘Achei, il prezzo è giusto!’. Per superare la soglia delle poche centinaia di copie vendibili nella cerchia di amici e para-conoscenti credo occorra una botta (si può dire "botta"?)di fortuna. La fortuna di esser notati da una casa editrice di grosse dimensioni che ti promuova e ti distribuisca a dovere in tutt'Italia. In campo umoristico puoi anche scrivere un capolavoro, ma sui banchi, in prima fila, ci vanno sempre le barzellette di Totti, le raccolte sugli striscioni da stadio, o le sbobinature delle performance televisive dei cabarettisti, che a volte, lette anziché recitate, sembrano più la trascrizione di un'intercettazione telefonica che un'opera letteraria. Il discorso vale anche per gli altri generi: indubbiamente gli scrittori che sono al vertice sono i migliori, ma comunque, al di là dei grandissimi nomi, vende chi è meglio esposto e chi è meglio reclamizzato e conosciuto”.
La sua ricetta per far crescere il consumo di libri in Italia?
“Pubblicità. Promozione. Incentivi. Fin dalle scuole: meglio un progetto che porti alla lettura, anche come pretesto, che uno sul bridge, o sugli argomenti più ameni e fantasiosi. Forse leggere libri divertenti potrebbe esser vissuto con meno pesantezza dal ragazzino. E testi comici o satirici li hanno scritti anche dei grandissimi come De Filippo o Pirandello”.
Tre titoli che Maurizio De Angelis leggerà quest'estate...
"’Acciaio’, di Avallone (l'esordiente di successo, la felicissima eccezione alla regola) – ‘Aggiungi un porco a Favola’, antologia del G.U.L.P., Gruppo Umoristi Comici Postmoderni, curata da Pino Imperatore. – ‘Se mi lasci, non male’, antologia comica a cura di Gianni Puca. Quest'ultimo è un libro terapeutico, che fa passare tutti i mali. 'A cura di Gianni Puca, in napoletano, vuol dire appunto ‘La cura di Gianni Puca’”.
(Marzio Di Mezza)

 

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