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GOOGLE, LA CINA E LA CYBERWAR PDF Stampa E-mail
http://www.agenziafuoritutto.it/img/cina_google.jpgRoma, 28 gennaio ’10 (Fuoritutto) La famosa diatriba tra il gigante statunitense Google ed il governo cinese ha avuto ampio posto nei media di tutta Italia che hanno sottolineato più la notizia riguardo l’interessamento della grande G per i diritti umani che un altro aspetto fondamentale legato alla questione, ovvero quello che da mesi hacker cinesi stanno portando avanti attacchi a grandi aziende americane che spaziano dal settore finanziario a quello medico a quello tecnologico.
Se fino a pochi giorni fa Google rispettava, assieme al suo concorrente Yahoo, le leggi cinesi di censura ed oggi non lo fa più non è certamente perché ha avuto una folgorazione sulla via di Damasco. Le motivazioni, ovviamente, sono ben altre. Come già detto è da mesi che hacker cinesi attaccano istituzioni ed aziende occidentali, gli ultimi casi denunciati riguardano Google, Adobe (più altre 32 aziende) e addirittura attacchi informatici ai danni del Pentagono e di alte istituzioni americane e tedesche.
Quando si parla di Cina, è difficile capire se tali attacchi siano di natura privata o vengano orchestrati da sfere militari. Tuttavia, dato che le più recenti teorie militari cinesi sostengono che internet è un campo di battaglia come tanti altri e viste le caratteristiche del regime, si potrebbe propendere più per le seconde che per le prime. Secondo quanto sostenuto da un articolo su Foreign Policy si dichiara che la probabile uscita dell’azienda di Mountain View dal mercato cinese sia dovuta al privilegio nei confronti delle aziende cinesi, assicurato dalla censura e dal blocco delle pagine, da parte del governo di Pechino, che comporta una grande perdita di competitività da parte di Google. Nella redazione del comunicato, Google cita anche la collaborazione con autorità americane (quali la National Security Agency) che, vista l’importanza delle aziende colpite, hanno aiutato la grande G nella redazione del suddetto. Sebbene l’ambito di partenza fosse quello economico-commerciale la vicenda è proseguita pure in quello politico con la conseguente tensione diplomatica tra la Repubblica Popolare e Stati Uniti.
Con il proclama “Internet deve essere libero” proveniente direttamente dalla Casa Bianca, questi ultimi hanno lanciato un chiaro segnale alla controparte cinese facendo sì che entrambe le amministrazioni si siano scontrate con scambi di dichiarazioni che hanno fatto surriscaldare le relazioni bilaterali tra i due stati. In conclusione, l’intervento da parte delle alte sfere politiche statunitensi e l’aiuto da parte di agenzie governative americane mette in evidenza quanto attacchi di questo genere riguardino la sicurezza degli Stati Uniti in generale. Aziende del calibro di Adobe o Google, leader di un settore, oggigiorno, strategico quale quello informatico, sono tasselli che compongono il più ampio puzzle della sicurezza nazionale, e come tali vanno difesi. Il forte interessamento degli ultimi anni, da parte degli Stati Uniti, nei confronti della guerra cibernetica è la riprova che un attacco informatico sia ad istituzioni che ad aziende americane può minacciare la sicurezza nazionale e che quindi sia assolutamente da evitare. Sembrerebbe che Pechino abbia già appreso appieno questo concetto e lo stia sfruttando ampiamente.
(Feb)

 

 

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